Site stats Il rap nel mio Paese: Old School VS New School – Brain Berries

Il rap nel mio Paese: Old School VS New School

Advertisements

Come diceva Fabri Fibra in una traccia di Squallor del 2015, appunto, Il rap nel mio Paese, “nessuno esiste se le telecamere non sono accese”. Vien da dire neanche a microfoni spenti! Per cui alziamo i toni e scopriamo chi sono gli esponenti della Vecchia e Nuova Scuola del rap italiano che hanno fatto (e che faranno) storia a colpi di beat, flow e punch line.

Oggi non c’è spazio per East Side o West Side baby, qui il ring è tutto italiano, da nord a sud dello Stivale. Ricordo ancora quel giorno quando, in piena adolescenza, il mio compagno di banco mi disse “prendi questa pendrive, torna a casa, domani mi dirai”. C’era solo una traccia: Io Zak e la tromba degli Articolo 31. Era solo una goccia di quello che si è rivelato un mare di strofe e suoni che spaziavano dall’hip-hop all’underground, dal freestyle agli scratch. Non è questione di stile, è questione di contenuto, di valori. È avere voce in capitolo.

La scena italiana è ricchissima di artisti validi e che riassumono quanto detto prima. Non basterebbe un 45 giri per nominarli tutti: Joe Cassano, Bassi Maestro, Frankie hi-nrg mc, Kaos One, Mistaman, Inoki, Stokka e Madbuddy, Speaker Censou, Vacca, Rocco Hunt, Nitro, Marracash, Ensi, Gemitaiz…

Scopriamo quindi chi sono gli esponenti della Vecchia e Nuova Scuola del rap italiano che hanno fatto (e che faranno) storia a colpi di beat, flow e punch line.

  1. RADICAL STUFF

Stiamo parlando di uno dei primissimi gruppi della scena Old School italiana. Formatosi a Milano nel 1986, tra i suoi membri troviamo Sandro Orrù, A.K.A. Dj Gruff. È anche uno dei fondatori dei Sangue Misto oltre che del collettivo Alien Army. Un mago sui piatti, una presenza mistica ai live, un’esperienza sensoriale unica. Madame et monsieur, Dj Gruff – Scratch.

  1. SANGUE MISTO

“E questi sono i Sangue Misto” diceva Neffa, uno dei fondatori del gruppo, nell’apertura del singolo di Gruffetti La rapadopa, altra pietra miliare dell’Old School del rap italiano. La crew nasce nel 1993 a Bologna e i loro dischi sono l’abc per chiunque voglia avvicinarsi a questa corrente musicale. Ricchi di influenze americane, underground, senza dubbio una bomba ancora ai nostri giorni.

CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v80), quality = 82
  1. ARTICOLO 31

In un inedito del 1996, Spaghetti funk, che dà il nome alla crew parallela costituita dagli Articolo 31 più Grido (il fratello di J-Ax), Thema e Space-One, J-AX sosteneva “Vengo dalla Nuova Scuola ma lo stesso posso dire di aver fatto storia”. Old School o New School? A nostro avviso sono loro ad aver sancito la vera e propria scissione: un gruppo nato nel 1990 con sonorità inizialmente hip-hop americane che, passando per il funk, dal 2002 in poi ha virato verso il mainstream.

  1. COLLE DER FOMENTO

Da quel lontano 1994, anno in cui la crew si faceva chiamare Taverna Ottavo Colle, ne è passata acqua sotto i ponti. Quelli di Roma, ovviamente, città natale del gruppo e venerata in una delle loro canzoni più ascoltate su YouTube, Il cielo su Roma. Testi da sempre maturi che appartengono tutt’oggi alla Vecchia Scuola.

  1. UOMINI DI MARE

Sebbene il gruppo nasca nel 1994, è solo tre anni più avanti che, con Sindrome di fine millennio, traccia che dà il nome all’album d’esordio ufficiale di Fabri Fibra, la scena rap underground italiana si arricchisce di un esponente entrato nella storia della musica italiana e non. Tra Old School e New School, lo stile di Fabri Fibra si è evoluto man mano che il suo successo cresceva. Un mostro con le rime, un flow inimitabile.

  1. SACRE SCUOLE A.K.A. CLUB DOGO

Gué Pequeno, Dargen D’amico e Jake La Furia esordiscono nel 1999 con la crew Sacre Scuole. Pubblicano un solo album, 3MC’s al cubo, dopodiché si sciolgono per fondare i Club Dogo. Direttamente da Milano City ecco a voi un esempio di traccia fresca, potente, stilosa della Nuova Scuola: Tana 2000.

  1. TRUCEKLAN

Nato a Roma nel 2003, il TruceKlan è rappresentante della scena hardcore del rap italiano. Uno dei suoi membri è il Truceboy più allucinante della scena: Emanuele Frasca, alias Noyz Narcos. Ha iniziato nei primi anni ’90 e, successo dopo successo, si fa largo nella scena della New School prendendo a botte chiunque col suo suono ruvido, trucido. Un consiglio? Non Dormire.

  1. CLEMENTINO

Cleme Iena White, artista napoletano numero uno del freestyle, vincitore di quattro competizioni a tema, un’esplosione di rime e flow da mandare letteralmente al manicomio! Esattamente come suggerisce il suo album d’esordio del 2006, Napolimanicomio. Qui un suo omaggio al rap su base Old School, una vera e propria chicca per gli intenditori: La mia musica.

  1. WILLIE PEYOTE

Ecco un altro dei maggiori esponenti del rap italiano della Nuova Scuola, il più talentuoso a nostro avviso: Guglielmo Bruno, in arte Willie Peyote. Willie Peyote entra nel panorama rap italiano nel 2004 e da quel momento ha scritto parecchi pezzi fortissimi. L’album che lo ha lanciato definitivamente è Educazione sabauda del 2015, a voi una perla dagli elementi funk e soul: Che bella giornata.

  1. SALMO

Chiudiamo la lista con uno dei nostri rapper preferiti, forse il più forte attualmente sulla scena New School: Maurizio Pisciottu, meglio noto come Salmo. Salmo è anche uno dei fondatori dell’etichetta discografica Machete Empire Records. Playlist è stato l’album più streammato del 2018 su Spotify, noi vogliamo mostrarvi invece un mashup potentissimo fatto sul programma di Radio 105 Mi casa Mashup: Ho paura di uscire su Losing it di Fisher, base a 125 BPM. Spacca vero?