L’Afghanistan si veste a colori!

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Diversamente da quanto siamo portati a credere, i tradizionali abiti afghani non hanno niente a che vedere con i burqa neri e i chador blu che vediamo in tv. Sono solo una imposizione della dittatura talebana nel Paese. I veri abiti afghani  hanno una tradizione molto più antica e sono fatti di tessuti colorati, luminosi e straordinariamente decorati.

#DoNotTouchMyClothes

Le donne afghane, e non solo, si sono unite in una campagna social sotto gli hashtag #DoNotTouchMyClothes e #afghanianculture per mostrare al resto del mondo un Afghanistan ricco di colori e di millenarie tradizioni, molto diverso da quello che i talebani hanno fatto vedere. Il nuovo regime ha già imposto alle donne di coprirsi dalla testa ai piedi, ma  la vera cultura afghana è molto diversa da quanto vogliono far credere gli estremisti islamici, non è un caso se è proprio a partire dagli abiti che i talebani cercano di distruggerla.

Niente burqa e chador

Nella tradizione afghana non c’è traccia di burqa, hijab e chador neri e azzurri. Gli abiti tradizionali di questa terra sono ben altri, fatti di tessuti colorati, intrecciati a mano, decorati con mille ricami, specchio di persone luminose, con culture e tradizioni ricche e diverse. 

Bahar Jalali

Bahar Jalali è una ex professoressa di Storia dell’America alla University of Afghanistan ed è stata proprio lei a lanciare la campagna sui social. Sfruttando la potenza mediatica delle immagini, ha messo in moto una macchina che ha subito riscosso un successo più ampio di quanto si aspettasse, sintomo che le donne afghane – dentro e fuori il loro territorio – percepiscono come una vera urgenza il contrastare le restrizioni imposte dai talebani. La cosa che però più l’ha sconfortata è stato vedere lecontro manifestazioni di alcune donne afghane a favore dei talebani: donne coperte di nero dalla testa ai piedi, irriconoscibili. Un’immagine che mostra al mondo qualcosa di molto lontano dalla vera cultura del Paese. 

Tessuti colorati e specchi 

I tradizionali abiti afghani sono colorati, con  motivi intrecciati a mano, con inserti specchiati che li rendono ancora più luminosi. E se pensate che ogni gruppo etnico presente nel Paese – ce ne sono ben 14 – ha i suoi colori e i suoi abiti, la meraviglia diventa esponenziale. In nessuno dei territori dell’Afghanistan si vedono abiti neri e azzurri come i burqa e i chador imposti dai talebani. Homira Rezai, un’attivista afghana che è dovuta fuggire a Londra, racconta che i colori della sua gente sono il blu, il giallo, il bianco e il verde. I tessuti vengono cuciti a mano, indossati nelle occasioni più speciali e tramandati in famiglia.   

Spozhmay Maseed

Spozhmay Maseed è un’attivista afghana per i diritti delle donne che vive in Virginia e, in un’intervista a una rivista americana, spiega il suo punto di vista. Il suo è un Paese islamico da centinaia di anni che, però, non ha mai fatto propri il burqa nero e il chador blu. Non è raro vederli per le strade di grandi città come Kabul e Herat.La vera libertà sta nel diritto di scegliere:alcune donne li indossano quando escono, per passare inosservate, e la loro è una scelta che va rispettata, ma la maggior parte  non vuole indossarli, e deve essere libera di farlo.  

Paiwand, “unità” da Londra a Kabul

Lima Halima Ahmad è la fondatrice di Paiwand – che vuol dire “unità” –, un’associazione umanitaria afghana che da Londra coordina interventi umanitari in tutto l’Afghanistan. Lima ha 37 anni e anche lei ha preso parte al movimento di Bahar Jalali. Le donne afghane vestono gli abiti della loro cultura con orgoglio e non lasceranno che la loro identità sia ridefinita da un gruppo di terroristi al potere. La cultura dell’Afghanistan è arte, colore, bellezza. 

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