Le 6 cose che noti quando incontri qualcuno per la prima volta

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Vi è mai capitato di vedere qualcuno per la prima volta e di esservi fatti un’idea sulla persona che avevate di fronte senza nessun altro elemento se non una semplice sensazione a pelle? Il motivo è semplice: nei primissimi secondi di contatto con una persona che non abbiamo mai visto prima, il nostro cervello riceve inevitabilmente delle informazioni che l’altra persona invia senza nemmeno accorgersene.

Profumo

Come se fosse una sorta di ricordo ancestrale dell’uomo, la prima cosa che percepiamo di una persona che incontriamo per la prima volta è il suo profumo o il suo odore. E la nostra reazione a questa percezione condiziona la nostra predisposizione ad accogliere più o meno amichevolmente chi abbiamo davanti. Fateci caso la prossima volta che incontrate qualcuno!

Stretta di mano

Stringersi la mano è un altro “stratagemma” per avvicinarsi all’altro e conoscerlo. È un gesto socialmente condiviso per dimostrare rispetto e disponibilità ad entrare in contatto con l’altro (ma questo per lo più in occidente, in oriente preferiscono l’inchino). E il modo in cui avviene questo rito ci dice molto della persona che abbiamo davanti e comunica molto anche di noi. Una stretta di mano troppo debole tradisce un carattere indeciso e non disposto al confronto. Una stretta di mano energica e calorosa trasmette sicurezza e apertura. Ma metterci troppa energia comunica aggressività e prevaricazione. Avete mai fatto caso a quanta forza mettete nello stringere la mano degli altri?

Cosa indossi e come lo indossi

Gli abiti che si hanno addosso dicono davvero molto della personalità di chi li indossa. E anche se ci sono delle ricerche scientifiche e degli studi che permettono di delineare un profilo della persona che abbiamo di fronte soltanto guardando calzini, cappotto e nodo alla cravatta, questa percezione è innata e anche senza rendercene conto, siamo tutti in grado di farci un’idea. Ad esempio, sapevate che il tipo di scarpe che abbiamo ai piedi e come lo portiamo può farci apparire come un leader, come una persona che cerca l’approvazione degli altri o come uno che non si cura affatto dell’opinione altrui? O che portare la borsa a tracolla sul davanti può comunica un senso di timidezza e di insicurezza mentre portarla girata sulla schiena è tipico di chi ha una vita frenetica e piena di mille impegni? Fateci caso la prossima volta!

Lo sguardo

Come si guarda e, soprattutto, per quanto tempo si tiene il contatto visivo con chi ci parla è un potentissimo indicatore del carattere di chi abbiamo davanti. Un interlocutore che non guarda l’altro negli occhi o lo fa solo per pochissimi secondi è una persona che si sente emotivamente a disagio. All’opposto, chi tiene sempre sempre sempre lo sguardo fisso sull’altro manifesta un desiderio di controllo e prevaricazione. Sbattere troppo spesso le palpebre tradisce insicurezza e uno sguardo poco vivace dice che siamo in un momento di apatia. E voi? Come guardate il vostro interlocutore?

La gestualità

Parlare con il corpo vuol dire comunicare attraverso atteggiamenti e movimenti. E in qualsiasi comunicazione (e ancora di più al primo scambio comunicativo che si può avere con qualcuno) il corpo comunica il 55% del totale. Più delle parole! Ad esempio, stare seduto dritto senza incrociare né gambe né braccia comunica rigidità. Sedersi di traverso, disagio. Mettere le mani sulle gambe con i palmi rivolti all’ingiù manifesta sottomissione. E attenti alla prossemica! Non avvicinatevi mai troppo al vostro interlocutore o vi percepirà come un invasore del suo spazio!

Il sorriso

Ecco la chiave che apre ogni porta! Il sorriso. Quando incontrate qualcuno per la prima volta sorridetegli. Darete un messaggio rassicurante e di apertura. Ma non esagerate, altrimenti potreste sembrare degli opportunisti!



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