Coronavirus: la seconda ondata si può ancora evitare?

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Il numero di contagi continua ad aumentare giorno dopo giorno e, anche se i numeri in Italia non sono equiparabili a quelli di altri Paesi europei, la situazione diventa sempre più fragile. Si fanno sempre più tamponi, molte scuole hanno iniziato a lavorare a distanza come a marzo (forse un po’ più organizzate), sono state vietate le riunioni in presenza e si cercherà di lavorare il più possibile da casa. Ma si può ancora fare qualcosa per evitare di ripiombare nel lockdown che abbiamo vissuto in primavera?

I numeri dei positivi 

Il numero dei positivi continua a crescere giorno per giorno e la preoccupazione aumenta. Si è passato da poche centinaia di casi a oltre 15 mila positivi al giorno. Sembra di rivivere un film già visto, ma speriamo di riuscire a invertire la tendenza e ad arginare il problema.

I tamponi 

È pur vero però che giorno dopo giorno cresce anche il numero di tamponi effettuati. A differenza di questa primavera, adesso i positivi li stiamo cercando e, a quanto pare, li stiamo trovando. Sarà così che potremo interrompere la diffusione del virus. Almeno questo l’abbiamo imparato.

La violenza del virus 

Un aspetto confortante è che in questa seconda ondata il virus sembra essere meno letale della prima. I morti sono sempre troppi, ma sembra che i positivi asintomatici siano molti di più.

Evitare gli spostamenti 

Questo inverno la valigia dovrà restare in soffitta. Siamo andati all’estero quest’estate e ci siamo riportati il virus a casa. Speriamo di aver imparato la lezione! Rassegniamoci al fatto che per i prossimi mesi sarà meglio restare a casa e scoprire le bellezze che sono a due passi da casa (che in Italia di certo non mancano!) per salvaguardare noi stessi, le nostre famiglie e le nostre comunità.

Le terapie intensive 

Sono il nervo scoperto di tutta la pandemia. I posti letto nei reparti di terapia intensiva sono la questione sulla quale l’attenzione è sempre molto alta: se i reparti si riempiono non ci sarà la possibilità di curare tutti, e quelli che si ammaleranno dopo verranno praticamente lasciati a se stessi perché non ci sarà possibilità di curarli come si dovrebbe. Teniamolo a mente.

Mettiamo in pausa la movida 

Se non è strettamente necessario, non andiamocene in giro per le strade della città a chiacchierare e a scambiarci baci e abbracci con gli amici. Potremmo scegliere di uscire solo una sera a settimana, ad esempio, andando in luoghi poco affollati o a casa di un amico stretto, ma sempre in pochi. Impegniamoci ora per evitare di ritrovarci di nuovo in città spettrali per un lockdown generalizzato.

Lavorare la casa 

Ovviamente non è una soluzione praticabile da tutti, ma per chi può lavorare da casa è un’ottima soluzione per limitare i contatti con gli altri e continuare a lavorare lo stesso. Lo smart working, anche detto telelavoro (come sarebbe più corretto chiamarlo), potrebbe quasi essere considerato come uno dei lati positivi di questa pandemia, ha infatti spalancato la porta a un modo più intelligente di lavorare.

Lavarsi spesso le mani 

Non dimentichiamo le indicazioni basilari: lavarsi (bene!) le mani, starnutire nel gomito, non toccarsi il viso.

Tenere puliti gli ambienti 

Arieggiare gli ambienti, tenere pulite le superfici della casa, lasciare fuori le scarpe, usare detergenti disinfettanti.

La spesa 

Torniamo a fare la spesa come durante la chiusura di questa primavera, una sola persona per famiglia (rigorosamente coperti con i dispositivi di protezione) e una volta a settimana. Seguire le regole che ci hanno aiutato ad uscire dalla prima ondata di Coronavirus potrebbe aiutarci ad arginare anche la seconda.



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